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Aggiornamento: 9/2009
Inizio: il Passo è attraversato dalla strada provinciale.
Descrizione.
Dal Passo scendiamo su asfalto in direzione di Urbe (ovest) per circa 130 metri.
Non svoltiamo in una invitante stradina sterrata ma percorriamo ancora 10 metri e troviamo il sentiero con i segnavia FIE
e
; siamo esattamente di fronte alla strada per l'albergo.
In comune con gli itinerari 40 e 41 del Monte Beigua
svoltiamo a destra e prendiamo la stretto sentiero che sale non molto ripido ma impedalabile a causa dell'erba alta e qualche pietra.
Entriamo nel bosco e continuiamo a salire a piedi fin quando il sentiero diventa pianeggiante e raggiunge il crinale. Proseguiamo tra prati e boschetti con qualche facile salita raggiungendo il punto più elevato (km 0,9).
Qui i segnavia e gli itinerari del Beigua vanno a sinistra. Ora proseguiamo invece diritti e superiamo la breve salita che ci porta in vetta ad un cocuzzolo erboso.
Seguiamo le deboli tracce di sentiero che scendono lungo il crinale fra l'erba. Scendiamo senza allontanarci dal crinale e raggiungiamo un valico dove entriamo sulla strada agricola (km 1,6)
che proviene da casa Rosto (vedi variante).
Scendiamo a destra sulla strada che rimane nei pressi del crinale e, con qualche saliscendi, entra in un bosco (km 2,2).
La traccia diventa poco visibile. La seguiamo a destra e saliamo brevemente. Scendiamo e giungiamo in prossimità di una radura dove ogni sentiero scompare (km
2,4).
Di fronte a noi ma un poco a sinistra prosegue una mulattiera praticamente invisibile. La seguiamo in modesta discesa. Quando usciamo dal bosco il sentiero diventa evidente ma non ciclabile per un tratto a causa dei massi.
Attraversiamo i prati e saliamo ad una spalla (km 2,7). Scendiamo e proseguiamo con una lunga traversata praticamente pianeggiante ma il sentiero è molto sconnesso e poco ciclabile. Una ripida e breve salita ci permetta di raggiungere un altro crinale (km
3,2).
Dopo la discesa il sentiero prosegue come prima per un buon tratto, poi scende, attraversa delle radure ed entra nel bosco dove trova una mulattiera (km 3,9).
Il percorso ora è evidente ma la mulattiera è in cattive condizioni ed è possibile restare sempre in sella solo con parecchia fatica. Superiamo una spalla dove il tipo di vegetazione cambia bruscamente (km 4,3; da faggi a lecci) e proseguiamo la discesa.
Dopo uno scolo dell'acqua attraversiamo un bosco rado nell'erba alta e scendiamo ad attraversare una sorta di canale. Con difficoltà scendiamo ancora ed usciamo sulla strada (km 4,9) percorsa dall'itinerario 7.
Svoltiamo a sinistra e seguiamo la strada fino alle rovine di Gatazzè (km 5,6). Proseguiamo ancora sulla strada ma la lasciamo ad un bivio segnalato (km 5,9; segnavia FIE
che seguiremo quasi integralmente) per svoltare a destra.
La buona mulattiera scende ad un guado e sale a raggiungere le rovine di una grande casa (km
6,4; casa Carubin). Al di là della costruzione troviamo una mulattiera, in parte ancora pavimentata, che scende ripida, dissestata e poco ciclabile.
La discesa termina sul greto del rio Rosto (km 7,3). Guadiamo il torrente e guadiamo subito dopo anche il rio Carpescio. Seguiamo una strada sterrata che sale ad un bivio (km 7,4) dove andiamo a sinistra.
In leggera discesa raggiungiamo
alcune case e l'asfalto (km 7,8; La Ferriera). La strada asfaltata ci porta alla provinciale (km 8; ponte Pizzorno).
Svoltiamo a destra e saliamo sull'asfalto. Ad un bivio tralasciamo il segnavia
che va a sinistra e continuiamo a salire fino al valico (km 8,9; colla Minetti).
A sinistra vediamo di nuovo il segnavia FIE
e lo prendiamo scendendo sul ramo di destra.
Dopo un paio di metri prendiamo a sinistra una larga traccia che scende nel prato. La traccia diviene una mulattiera che scende piuttosto ripida e raggiunge un gruppo di case (km 9,3; case Gerla).
Costeggiamo le case a destra e ritroviamo la mulattiera che scende a guadare il rio Gerla (km 9,4).
Con ripida salita superiamo la sponda e raggiungiamo una casa (km 9,5).
Il sentiero prosegue in leggera discesa fino al bosco. Proseguiamo con qualche saliscendi e raggiungiamo una cappelletta e, subito dopo, una cascina (km 10).
Attraversiamo la strada asfaltata e proseguiamo su una strada sterrata che scende leggermente ad un incrocio (km 10,2) dove incontriamo l'itinerario 23 che seguiremo al contrario.
Svoltiamo a destra (segnavia FIE
e
) seguendo il sentiero, abbastanza ciclabile, che ci porta su una stradina asfaltata (km 10,5).
Svoltiamo a sinistra, percorriamo pochi metri e riprendiamo il sentiero a destra.
Andiamo in salita fino ad una casa, scendiamo ad un ponte e saliamo ad una strada asfaltata (km 10,8).
Andiamo a sinistra e scendiamo sull'asfalto.
Poco prima delle case prendiamo a destra il sentiero (km 11).
Raggiungiamo una pista forestale che seguiamo fino ad un bivio (km 11,3) dove saliamo a destra.
Il sentiero raggiunge l'Orba e costeggia il torrente correndo alto sulla ripida scarpata che richiede attenzione. La discesa ci porta ad un ponticello (km 12) oltre il quale usciamo su asfalto.
Seguiamo la strada raggiungendo la SP (km 12,3) nei pressi del ponte sull'Orba.
Dislivello: -810 m.
Ciclabilità: 87%.
Asfalto: 17%
Osservazioni: poco ciclabile, in parte su sentieri dimenticati o poco battuti. Nella prima parte qualche problema di orientamento.
Variante 27.1.
Poco consigliabile, attraversa un'area privata.
Dal Passo
seguiamo l'asfalto ed evitiamo di prendere il sentiero. Quando raggiungiamo case Zanotta (km 1,2) svoltiamo a destra in una evidente strada sterrata. Al primo bivio teniamo la destra e raggiungiamo i segnavia FIE. Andiamo ancora a destra fino a quando inizia a destra il sentiero (km 1,5). Non lo prendiamo ma continuiamo a sinistra sulla strada. In leggera discesa raggiungiamo e superiamo una catena ed arriviamo alla isolata Casa del Rosto (km 1,9). Costeggiamo il prato ed affrontiamo la dissestata salita sulla carrareccia che ci permette di guadagnare il crinale (km 2,3) dove confluiamo sull'itinerario principale.