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Aggiornamento: 4/2009
Inizio: il cocuzzolo de Le Ciazze è raggiunto dall'itinerario 25.
Descrizione.
Dalla vetta scendiamo seguendo il sentiero di salita fino al quadrivio (km 0,4). Svoltiamo a destra in un evidente sentiero pianeggiante lasciando a sinistra la variante 26.1.
Il sentiero aggira la montagna, a volte stretto e sassoso. Dopo una vasca asciutta affrontiamo una ripida rampa
di un centinaio di metri e costeggiamo un pascolo.
Al termine del pascolo il sentiero scende a sinistra entrando nel bosco. La discesa è ripida ma non difficile e al suo termine attraversiamo a destra fino ad una selletta (km 1,8).
Svoltiamo a sinistra (il sentiero di destra arriva da Le Puvie) e seguiamo il sentiero che percorre il crinale con qualche saliscendi. Il sentiero si allarga a pista forestale che seguiamo fino a quando curva a sinistra (km 2,1; Variante 26.2).
Lasciamo la pista e seguiamo il sentiero che sale a destra, ripido e non ciclabile per una ventina di metri.
Scendiamo velocemente e raggiungiamo l'incrocio con una strada forestale (km 2,6). Svoltiamo a destra (a sinistra scende all'asfalto a circa 200 metri) e, dopo 20 metri, svoltiamo a sinistra.
Seguiamo un largo sentiero termina su una strada asfaltata (km 2,7) in corrispondenza di un valico. Svoltiamo a destra e scendiamo sull'asfalto che termina ad una cascina (km 3).
Proseguiamo sulla sterrata che prosegue continuando a scendere. In corrispondenza di una catena (km 3,7) lasciamo la strada principale e svoltiamo a destra
in una strada minore.
Con percorso pianeggiante raggiungiamo una cascina (km 3,9). Attraversiamo, a piedi, il cortile
e ritroviamo la sterrata che scende. Attraversiamo un ruscello e proseguiamo con qualche saliscendi fino ad uno spiazzo dove la strada termina (km 4,7).
Un sentiero prosegue con andamento prevalentemente in salita con parecchi tratti non ciclabili. Il sentiero termina confluendo sulla mulattiera (km 5,4) che percorre il panoramico crinale discendente da Le Puvie dove troviamo il segnavia FIE
.
Svoltiamo a sinistra e seguiamo la mulattiera che scende con qualche tratto sassoso ma comunque sempre ciclabile. Con una curva a destra lasciamo il crinale ed entriamo nel bosco che percorriamo con moderati saliscendi.
In discesa raggiungiamo un bivio (km 7,1) dove svoltiamo a destra (il ramo di sinistra scende rapidamente a Battagliosi e Molare).
L'ampia sterrata sale e raggiunge un bivio (km 8,2) nei pressi di un rudere. Qui la abbandoniamo e svoltiamo a sinistra. Il sentiero scende tra prati abbandonati con una traccia danneggiata dal passaggio delle moto. Al termine della discesa (km 9,1) lasciamo il prato e svoltiamo a destra per affrontare una discesa molto dissestata e scavata che ci obbliga a qualche passaggio a piedi.
Raggiungiamo un ponticello (km 10,1) che scavalca il rio Granozza e proseguiamo sull'altra sponda su una stradina acciottolata. Superiamo un tratto in ripida salita e confluiamo su una strada (km 10,5) che seguiamo a destra. Dopo lo scollinamento proseguiamo in discesa e raggiungiamo l'asfalto nei pressi di alcune case.
Qualche decina di metri prima di entrare sulla provinciale svoltiamo a destra (km
11,5) in una sterrata che costeggia case e fabbriche e raggiunge una strada asfaltata a qualche metro dalla provinciale (km 12). Svoltiamo a destra sulla strada provinciale e la seguiamo fino ad Ovada (km 14,6 alla stazione).
Dislivello: -700 m
Ciclabilità: 95%.
Osservazioni:
Asfalto: 24%
Variante 26.1.
Al quadrivio svoltiamo a sinistra e scendiamo seguendo una sterrata ed il segnavia FIE
. Dopo pochi metri lasciamo il segnavia e svoltiamo a sinistra imboccando una stradina che sale attraverso il versante occidentale delle Ciazze. Superiamo una breve rampa ed usciamo su un prato (km 0,5). Scendiamo sul margine del prato e raggiungiamo il sentiero principale (km 0,6) dove entra nel bosco.
Variante 26.2.
La strada forestale scende con qualche tornante e termina sulla SP 79 in corrispondenza della cascina Musetta (km 0,7).
Variante 26.3.
Al valico del km 2,7 attraversiamo la strada e proseguiamo sulla sterrata di fronte. Al primo bivio teniamo la destra e scendiamo ad un bivio (km 0,2) dove evitiamo la strada a destra chiusa da una catena e prendiamo la strada che sale a sinistra.
Dopo 500 metri andiamo ancora a sinistra e saliamo alla recinzione di un pascolo (km 0,9).
Apriamo la recinzione (richiudere!) ed attraversiamo il pascolo senza perdere quota fino all'opposta recinzione che non attraversiamo ma costeggiamo scendendo a destra per qualche decina di metri fino a quando troviamo il varco chiuso dai soliti cavi con manopole isolanti (km 1).
Attraversiamo entrando nel bosco dove troviamo un sentiero, non segnalato ma abbastanza evidente. Seguiamo il sentiero con andamento discensivo fino ad un bivio molto poco visibile (km 1,2).
Qui svoltiamo a sinistra e seguiamo il sentiero non molto evidente e in leggera salita. Dopo i primo metri il sentiero spiana e proseguiamo con qualche saliscendi mentre il tracciato diventa evidente e pulito.
Raggiungiamo un bivio (km 1,5) all'estremità di un prato dove il sentiero si allarga.
Svoltiamo a destra in leggera salita fino a raggiungere le
rovine di case Saccone (km 1,9) dove il sentiero si allarga a strada che porta al Bed&Bike "La Maliarda" ed all'asfalto (km 2,6).