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Aggiornamento: 11/2008
Partenza: il Giogo di Giustenice è raggiungibile da Bardineto con l'itinerario 9; con l'itinerario 2 da Pietra Ligure o con l'itinerario 13 al contrario dal Colle del Melogno.
Descrizione.
Al Giogo di Giustenice saliamo ad ovest sulla ripida scarpata. Dopo i primi metri
non ciclabili possiamo pedalare per raggiungere l´incrocio col sentiero da Pian
della Bosse (km 0,3).
Affrontiamo ora una salita faticosa e non ciclabile che attraversa il versante
settentrionale del Carmo. Dopo un centinaio di metri svoltiamo a destra ad un
bivio seguendo i segnali
.
Con ripidi e faticosi tornanti saliamo e raggiungiamo una spalla boscosa dove
la salita prosegue più moderata. Usciamo su un crinale (km 1) fuori dal
bosco.
In alto a sinistra vediamo la croce di vetta del Carmo (raggiungibile salendo
direttamente a piedi, circa 80 metri di dislivello) mentre a destra scende l'Alta Via seguita dall'itinerario 10.
Proseguiamo diritti sul sentierino pianeggiante che attraversa dei boschetti e raggiunge un
prato dove la traccia si perde. La ritroviamo attraversando verso sinistra e proseguiamo
scendendo ad incrociare un sentiero segnalato (FIE
) che seguiamo a destra.
Usciamo su un prato in corrispondenza di due belle costruzioni in pietra (km 1,5).
A sinistra, vicinissimo, c'è il rifugio Amici del Carmo (locale invernale sempre aperto).
Svoltiamo a destra andando in leggera salita sulla traccia nel prato. Scendiamo seguendo il sentiero segnalato (FIE
) che attraversa le radure tra i boschi e raggiunge un roccione che spunta tra gli alberi (km 1,9).
Seguiamo il sentiero che va a sinistra, attraversa un boschetto ed esce su un grande prato. Ne costeggiamo il bordo inferiore ed entriamo nel bosco scendendo sulla linea di massima pendenza fino alle rovine di una casella (km 2,1).
Andiamo a sinistra su sentiero ora ben evidente. Il sentiero presenta tratti acciottolati ed alterna tratti quasi pianeggianti e discese ripide. In corrispondenza di un tornante (km 3) andiamo a sinistra su un sentiero che attraversa la boscaglia, un po' disturbati dalla vegetazione.
Scendiamo così ad un bivio (km
3,3) dove andiamo a destra. Dopo una lieve salita scendiamo ad un prato dove il sentiero diventa poco visibile. Dobbiamo scendere attraverso il prato, senza deviare. Lasciamo a destra una casella e raggiungiamo una quercia con un segnavia bianco/verde (km 3,7) dove ritroviamo il sentiero e lo seguiamo a sinistra.
Dopo qualche decina di metri entriamo in una larga mulattiera che seguiamo a sinistra. Il tracciato si restringe a sentiero che attraversa le pendici occidentali della montagna. Una breve salita ci porta ad un intaglio roccioso (km 4,4) dove troviamo le rovine di Ca' du Fo.
Attraversiamo l'intaglio e seguiamo la mulattiera che ora attraversa alta sulla valle che ospita la Rocca dell'Aia.
Usciamo su un ampio crinale erboso (km 5,6) che seguiamo senza scendere a destra.
La discesa sul crinale ci porta ad incontrare (km 6) il sentiero
che seguiremo per un buon tratto.
Proseguiamo diritti per dieci metri poi lasciamo il crinale seguendo i segnavia che scendono a destra perdendo quota su sentiero stretto e con un po' di tornanti.
Al piede della spalla il sentiero si allarga a mulattiera con fondo roccioso e acciottolato. Dopo alcuni tornanti la mulattiera va verso destra in una lunga traversata delle pendici del monte Ravinet, sostenuta da alti muri a secco.
Raggiungiamo una piccola radura (km 7) dove trascuriamo due sentieri a destra e seguiamo i segnavia sul sentiero che scende con qualche tornante.
Un'altra diagonale a destra ci porta ad una radura più ampia (km 7,4) dove andiamo a sinistra, sempre sui segnavia.
Ai primi tornanti fa seguito un'altra traversata a destra che ci porta ad un edificio con tetto a semibotte (km 8,3) dove incontriamo l'itinerario 7.
Il sentiero scende attraversando i prati in vista di una chiesa. Incontriamo il segnavia
e scendiamo alla chiesa di San Pietrino (km 8,5).
Imbocchiamo la mulattiera che scende e che si mantiene sempre larga ed evidente. E' priva di difficoltà ma lunga ed abbastanza impegnativa. Ponendo grande attenzione ad evitare le disastrose scorciatoie tracciate dai maiali (davvero la madre dei cretini è sempre incinta!) arriviamo ad incrociare una strada asfaltata (km 10,4).
Attraversiamo e scendiamo su una ripida rampa in cemento che ci porta ad un'edicola sacra. Svoltiamo a destra e seguiamo l'unica stradina che entra tra le case. Dopo un tratto acciottolato la strada diviene asfaltata e raggiunge il centro. Seguendo i segnavia tra i vicoli usciamo sulla piazza centrale di Boissano (km 10,9).
Dislivello: - 1220 m.
Ciclabilità: >99%
Asfalto: 4%
Osservazioni: guardando da Loano il dirupato versante della montagna mi aspettavo un percorso poco ciclabile. Invece una geniale mulattiera sfrutta le debolezze della montagna ed offre uno splendido percorso. Utilizzabile solo in discesa.