Aggiornamento: 1/2006
Partenza: partiamo dal ponte sul Bisagno, in località Cavassolo, a 9 km da Staglieno.
Descrizione.
Attraversiamo il ponte e seguiamo la strada asfaltata che sale a Davagna. Cinquanta metri dopo il tornante incrociamo l'acquedotto, ma non lo prendiamo (sarebbe un breve tratto, invaso dalla spazzatura) e proseguiamo fino all´incrocio con una strada asfaltata che scende a sinistra (km 0,4).
Scendiamo e svoltiamo poco dopo a sinistra scendendo ad una cappella dove entriamo sull'acquedotto (segnavia FIE
).
Andiamo a destra ed attraversiamo subito il ponte-canale sul rio Cavassolo. Il tracciato prosegue senza difficoltà. Qualche metro prima dei visibili ruderi dell'oratorio di S. Rocco
(km 1,6) lasciamo il tracciato e saliamo a destra per pochi metri.
Seguiamo una stradina che scende ad un edificio e continua a scendere. Al primo incrocio abbandoniamo il segnavia e svoltiamo a destra in via Passo per S. Cosimo. La stradina in cemento sale costeggiando gli impianti dell'acquedotto e raggiunge un piazzale all'ingresso dello stabilimento di potabilizzazione (km 1,9).
Seguiamo la strada asfaltata dove incrociamo i segnavia dei sentieri che scendono dalla Gola di Sisa
(itinerario 16; FIE
,
).
Proseguiamo raggiungendo via Trossarelli che seguiamo a sinistra. Lasciamo a sinistra la crosa dell´itinerario 16 e proseguiamo per altri 50 metri.
Svoltiamo a destra
e riprendiamo l'acquedotto. Incrociamo numerose stradine ed il nostro tracciato cambia nome, ma continuiamo sul tracciato pianeggiante senza possibilità di errore.
Arriviamo al grande ponte sul rio Torbido (km 3,5) e, poco dopo,
superiamo quello sul rio Piaggetto.
Il percorso arriva ad incrociare la Sp13 per Creto
(km 4,4) che seguiamo a destra per pochi metri, poi svoltiamo a sinistra per il cimitero di Struppa. Dopo pochi metri andiamo a destra di nuovo sull'evidente acquedotto. Costeggiamo le mura del cimitero e proseguiamo fino ad incontrare Via alla Costa di San Siro che raggiungiamo salendo qualche gradino (km 5,7).
Seguiamo la strada lastricata che scende a sinistra e svoltiamo
subito a destra in un sentierino che ci riporta sull'acquedotto.
Proseguiamo senza difficoltà avvicinandoci alle case di Molassana. Lasciamo a destra una chiesa e raggiungiamo l´incrocio con via Cotella dove passa l´itinerario 37 (segnavia FIE
) e proseguiamo diritti. Il tracciato confluisce in una strada asfaltata (km 7; via San Felice) che seguiamo a sinistra.
Dopo 50 metri svoltiamo a destra in via alle Brughe e la seguiamo fino al suo termine. Scendiamo nella crosa (via Costa Fredda), all'inizio scalinata, e raggiungiamo il fondovalle sulla riva del rio Geirato (km 7,8).
Svoltiamo a sinistra, passiamo sotto all'impercorribile ponte-canale dell'acquedotto ed attraversiamo il torrente su un ponte. Proseguiamo in via Bernardini e saliamo a destra in via di Pino.
Saliamo sull´asfalto. Dopo le ultime costruzioni incontriamo di nuovo l'acquedotto (km 9,1; incrocio con Viale Pino Sottano) che prendiamo svoltando a sinistra.
Superiamo alcune case ed entriamo nella valle di Trensasco. Facciamo attenzione perchè di qui in avanti mancano spesso delle lastre di copertura, ma soprattutto vi sono lastre incrinate, meno visibili ma pericolose. Superiamo su un sentiero un ponte crollato e continuiamo facendo attenzione alle lastre.
Il tracciato arriva al fondovalle, sotto di noi vi sono le costruzioni dei Molini di Trensasco. Ad un bivio proseguiamo diritti affrontando un tratto disssestato da una frana in atto ed usciamo ad un ponte tra le case (km
11,4).
Attraversiamo il ponte e scendiamo subito a sinistra un tratto scalinato. Usciamo sulla strada asfaltata che seguiamo a sinistra.
Qualche metro dopo il cartello stradale che indica "Genova" lasciamo l´asfalto e saliamo a destra (km 11,7).
Ritroviamo l'acquedotto e proseguiamo con le solite avvertenze. Raggiungiamo un ponte (km 13,3). Il tratto che segue richiede qualche attenzione in più perchè il tracciato è più stretto, i ponti presentano il parapetto solo sul lato a valle, il passaggio delle lastre rotte è meno facile e gli alti muraglioni sono privi di protezione.
Al termine di questo tratto incontriamo una stradina (km 14,1) e proseguiamo con percorso ora in buone condizioni
e protetto da ringhiere.
Arriviamo ad incrociare via Lodi tra le case di Preli. Il tracciato prosegue evidente al di là della strada. Attraversiamo il ponte-canale di Figallo e proseguiamo facilmente fino alla chiesa di Staglieno (km 16,1) dove incontriamo l´itinerario
35.
L'acquedotto prosegue diritto, ma si interrompe poco più avanti, infatti il passaggio del grande ponte-sifone del Veilino è chiuso.
Allora non resta che seguire l´itinerario 35.
Seguiamo quindi l´asfalto a sinistra per una decina di metri e prendiamo a destra seguendo una scaletta. Percorriamo ora una larghissima mattonata che costeggia il muro del cimitero e termina in via delle Gavette (km 16,4) a due passi dalla viabilità principale.
Dislivello: 100 m.
Ciclabilità: quasi 100%
Asfalto: il fondo è lastricato in pietra di Luserna, mattonato, in cemento o asfaltato.
Osservazioni: percorribile anche in senso contrario, con qualche accorgimento (vedi varianti) per migliorare la ciclabilità.
Variante 36.1. Utile per il percorso in senso contrario.
La chiesa di Staglieno è raggiungibile per asfalto, evitando così di percorrere la crosa scalinata in salita (non ho fatto questa variante).
Variante 36.2. Utile per il percorso in senso contrario.
Incontrata via di Pino (km 0) è opportuno non percorrerla in discesa, ma attraversarla e seguire Viale di Pino Sottano. Arrivati ad un incrocio di stradine (km 0,4) svoltiamo a destra e seguiamo la strada che scende. La strada si trasforma in una crosa che scende ripida ed esce in via Geirato (km 0,9). Svoltiamo a destra e seguiamo via Geirato fino a via Molassana (km 1,4). Svoltiamo a sinistra e, dopo la rotatoria, proseguiamo in via Molassana fino all´incrocio con via S. Felice (km 1,6). Seguiamo questa strada che sale tra le case. Quando incontriamo a destra via alle Brughe svoltiamo e siamo sull'acquedotto.
Variante 36.3. Brevissima
ma interessante.
Dopo lo stabilimento di potabilizzazione proseguiamo sull'itinerario principale superando il ponte di pochi metri. A sinistra scende una crosa col fondo in pietra (Salita Ruinà). La prendiamo e scendiamo per venti metri. Svoltiamo a destra in un sentiero pianeggiante che porta all'ingresso della galleria della Ruinà. Proseguiamo sull'acquedotto, scavalchiamo qualche scalino, attraversiamo la crosa percorsa dall'itinerario 16 e raggiungiamo l'itinerario principale dove abbandona la provinciale (km 0,5).