Aggiornamento: 5/2008
Partenza: Arenzano, primo comune sulla riviera di ponente.
Descrizione:
Dalla vecchia stazione di Arenzano andiamo verso il centro. All´incrocio svoltiamo
in salita e seguiamo le indicazioni per il Santuario del Bambino di Praga. Superiamo il Santuario e svoltiamo a destra nella prima strada che sale, ripida ed asfaltata (km 0,8).
La strada sale a tornanti, passiamo presso una
torre della vecchie mura e raggiungiamo un tornante a destra (km 1).
Abbandoniamo la strada asfaltata e prendiamo a sinistra la sterrata, chiusa da una catena. Con bel percorso entriamo nella valle del rio Seilunghi e la risaliamo con ampi tornanti attraversando tre volte il ruscello su bei ponti. Al bivio con il sentiero degli Inglesi (km 3,5) dobbiamo proseguire a piedi per superare un tratto dissestato
e raggiungere un quadrivio (km 3,6). Proseguiamo in leggera salita attraverso i prati. Costeggiamo una recinzione e proseguiamo su una stradina sterrata che ci porta all´asfalto presso l'Agueta (km 4,2).
Svoltiamo a destra e saliamo sulla strada asfaltata raggiungendo località
Curlo (km 4,5). Proseguiamo diritti. La strada sale e diviene sterrata. Un tratto impegnativo
termina ad una sbarra (km 5,3). Superiamo la sbarra ed abbandoniamo la strada
dopo sessanta metri.
Il sentiero sale a destra, non ciclabile, segnavia
. Dopo pochi metri raggiungiamo
un bivio dove andiamo a destra seguendo il segnavia
. Ancora
qualche tornante e possiamo ritornare in sella.
Il sentiero prosegue in diagonale tagliando i pendii meridionali del Bric Gavetta.
Superiamo il ricovero Scarpeggin (km 6,3) e proseguiamo.
Il sentiero sale e scende per superare i rivi che scendono dal Passo della Gavetta,
poi dal monte Tardia, in ambiente desolato e roccioso. Molti tratti non sono ciclabili e non mancano i passaggi esposti.
Agli incroci teniamo sempre il segnavia
. Con una lunga salita superiamo un traliccio (km 7,9) e guadagniamo faticosamente quota.
Dopo l'ennesimo guado (km 8,8) scendiamo in un selvaggio vallone e scendiamo al fondo (km 9,2) dove svoltiamo a destra prima del torrente.
La discesa è difficile e poco ciclabile nell'erba che nasconde il fondo insidioso per scalini e buche.
Attraversiamo il torrente con alcuni guadi ravvicinati e proseguiamo tra i prati su sentiero più pedalabile.
Saliamo
ad un valico (km 10,1). Qui il sentiero
prosegue a destra per Arenzano,
noi invece svoltiamo a sinistra e saliamo fino a due tralicci ENEL dove incrociamo
un sentiero più marcato (Cima di Mezzo; km 10,2).
Svoltiamo a destra e scendiamo ad incontrare una strada presso un serbatoio (km 10,4) e qui svoltiamo a sinistra.
A destra la strada prosegue fino alla cava di Vesima ed Arenzano/Terrarossa (itinerario
21 del Beigua e variante 13.1).
La strada sale, inizialmente dissestata e impedalabile, fino a superare il crinale (km 11,2). Scendiamo seguendo la strada che perde quota con alcuni tornanti e qualche tratto fortemente dissestato.
Incrociamo il sentiero FIE (km 12) che proviene dal Passo della Gava e lo trascuriamo
continuando a seguire la strada.
Al termine della parte ripida arriviamo su alcuni prati dove ritroviamo il sentiero
FIE
e lo seguiamo mentre scende a destra (km 12,4) fino ad un bivio (km 12,6).
Qui lasciamo il segnavia e proseguiamo diritti su una stradina erbosa. Perdiamo quota dolcemente con un paio di tornanti ed usciamo sul sentiero percorso dall'itinerario 4 (km 13,2).
Svoltiamo a destra e proseguiamo in comune con l'itinerario 4. Incontriamo il segnavia
FIE
e lo lasciamo al primo bivio per seguire la stradina che scende.
Arriviamo alle case sparse di Campenave (km 15,2) ed andiamo a destra seguendo
il segnavia che abbiamo ritrovato. Imbocchiamo una crosa (km 15,3) che scende raggiungendo
Crevari.
Ad un bivio tra le case andiamo a sinistra ed affrontiamo un tratto ripido a scalini.
Usciamo su asfalto ed
alla chiesa (km 16,2).
Ancora pochi metri ed usciamo sulla strada principale e da lì rapidamente
a Voltri (SS km 16,7; chiesa 17,9).
Dislivello: 790 m in salita ed altrettanti in discesa.
Ciclabilità: 86%
Asfalto: 37%
Osservazioni: Difficile e poco ciclabile, è interessante per l'ambiente.
Variante 13.1.
Arrivati sulla sterrata presso la cisterna del km 10,4 scendiamo a destra e seguiamo la sterrata fin quando, a sinistra, vediamo un sentiero (km 0,8). Svoltiamo nel sentiero che è stretto ma facile. Una discesa molto ripida ci porta ad un ruscello che attraversiamo su un ponticello (km 1,2).
Il sentiero guada qualche ruscello e raggiunge un rudere
(km 1,5).
Andiamo a destra attraversando il prato. Il sentiero è ora più largo ed in parte lastricato. Senza particolari problemi attraversiamo la testa della valle di Vesima
ed usciamo su una strada sterrata nei pressi di una casa (km 2,4).
Svoltiamo a sinistra e saliamo fino alla strada dove incontriamo l'itinerario 4 (km 2,7) che, seguito a destra, porta a Campenave.
Evita la salita sulla sterrata dissestata ed è interessante anche perchè è stato appena ripulito e riparato. Ciclabile: 96%. Aprile 2008.