Aggiornamento: 11/2006
Partenza: Pegli è un quartiere della periferia del ponente genovese.
Descrizione:
Dalla stazione scendiamo al lungomare e lo seguiamo verso ponente. Superato il semaforo del Castelluccio (km 1,7) lasciamo l'Aurelia e svoltiamo a destra nell'ampia via
Ungaretti.
Proseguiamo in salita fino ad incrociare (km 2,7) la stretta via Scarpanto che proviene
da destra e prosegue salendo dalla parte opposta. Svoltiamo a sinistra e seguiamo via Scarpanto.
La salita termina nei pressi del viale che conduce alla Torre Cambiaso (km 3,6; hotel).
Non prendiamo il viale verso l´hotel ma saliamo per la stradina a sinistra, fino al bivio tra due strade chiuse da sbarre dove prendiamo la strada di destra.
Affrontiamo una rampa ripidissima, con fondo in cemento. Con pendenza meno ripida raggiungiamo il cancello di una villetta dove proseguiamo a sinistra, ora su sterrato.
Usciamo su una spalla pianeggiante dove confluiscono da destra i sentieri
che salgono da Pegli (km 4,2).
Seguiamo la stradina che prosegue in leggera salita ma poi presenta ancora qualche ripido strappo e conduce
alle case di Pian delle Monache, dove ha termine. Di qui prosegue il sentiero
per monte Pennello, ma noi ci fermiamo all'incrocio (km 5,2).
Girata la bici ripercorriamo in discesa lo stesso percorso fino alla spalla pianeggiante (km 6,2).
Svoltiamo a sinistra sul segnavia
scendendo un breve tratto
ripido su sentierino. Dopo pochi metri lasciamo a destra i segnavia e svoltiamo a sinistra.
Percorriamo un sentiero che taglia a mezzacosta il versante. Sempre evidente è in prevalenza
ciclabile.
Il sentiero termina ad un bivio (km 7,2; a sinistra variante 10.1) dove svoltiamo a destra. Scendiamo leggermente e saliamo per attraversare un dosso al cui termine inizia la discesa, ripida e difficile.
Superiamo salti, lastre di roccia e tratti tortuosi e veloci. Lasciamo il crinale per scendere a sinistra con due tornanti dove il sentiero è profondamente scavato e stretto.
Con percorso gradatamente più facile raggiungiamo
un varco nel muro di cinta della villa Doria (km 7,9).
Al primo bivio svoltiamo a sinistra, scendiamo leggermente e proseguiamo in leggera salita scendendo infine ad uno slargo.
Attraversiamo un altro varco nel muro e percorriamo lo stretto sentiero che confluisce in un viale asfaltato (km 8,4).
Seguiamo il viale che costeggia il campeggio e termina in un grande piazzale alberato (km 8,8).
Seguendo la viabilità
interna del parco (prudenza e bassa velocità !!) ritorniamo al centro di Pegli.
Dislivello: 330 m.
Ciclabilità: 98%
Osservazioni: sono possibili numerose varianti sia per salire da Pegli
sia per scendere a villa Doria.
Interrotto da un incendio è ora nuovamente percorribile.
Asfalto: 51%
Variante 10.1.
Al km 7,2 lasciamo il sentiero che va a destra sul dosso boscoso e scendiamo a sinistra entrando in una valletta boscosa. Il sentiero non è evidente; scendiamo superando un salto ed entriamo in un largo sentiero (km 0,1). Andiamo a sinistra, passiamo di fronte ad una cascina e raggiungiamo un quadrivio (km 0,2). Trascuriamo il sentiero a destra (che scende a Pegli) ed andiamo diritti nel largo sentiero in discesa.
Arriviamo su un ampio sentiero pianeggiante (km 0,5) e lo seguiamo a sinistra (il ramo di destra conduce ad un cancello della recinzione di Villa Pallavicini).
Percorriamo il comodo e pianeggiante sentiero (è il percorso di un acquedotto) e giungiamo in vista di alcune case. Non le raggiungiamo ma scendiamo a destra al primo incrocio (km 1). Siamo su una crosa che alterna tratti in cemento ad altri in mattoni e scende ripida tra i prati.
Ad un bivio (km 1,2) andiamo a destra e continuiamo la discesa che ci porta alle case più alte di Cantalupo (km 1,4).
Seguiamo a destra la strada asfaltata che scende ripida alla sponda del rio Gambaro e raggiunge Treponti (km 2).
Svoltiamo a destra e seguiamo la strada della Val Varenna per dieci metri. Prima del voltino prendiamo la strada in salita a destra.
La strada supera il grande ponte e raggiunge l'ingresso di una villa (km 2,2).
Andiamo a destra e seguiamo una bella crosa che scende agli impianti petroliferi sulla riva del fiume (km 2,5).
Seguendo la normale viabilità raggiungiamo Pegli (km 4,3). Quasi interamente ciclabile. Aprile 2010.
Facilmente utilizzabile come conclusione della variante 19.4
Variante 10.2. Sconsigliabile.
Percorriamo la variante 10.1 fino a quando questa lascia il sentiero pianeggiante per scendere a destra. Qui andiamo diritti e raggiungiamo un gruppo di case (km 0,2; case Condotti, a destra una stradina scende e raggiunge Cantalupo, ma è privata con divieto di passaggio). Attraversiamo le case e proseguiamo sul pianeggiante sentiero erboso che giunge ad una frana (km 0,4) al di sopra della ferrovia.
Qui ha termine il percorso facile, la prosecuzione è poco ciclabile. Attraversiamo la frana con qualche attenzione e proseguiamo in salita. Il sentiero è stretto e sassoso e ci porta ad un bivio (km 0,6).
Prendiamo il sentierino a destra, in leggera discesa. Il percorso non è faticoso ma disturbato da sassi ed arbusti. Un po' in discesa ed un po' in salita guadagniamo una spalla.
Scendiamo ripidamente verso il torrente. Attraversiamo un tratto senza sentiero e guadiamo il ruscello. Un breve tratto spinoso ci permette di raggiungere l'ampia mulattiera percorsa dall'itinerario EC1
(Ecologia in Città; km 1,1).
Svoltiamo a sinistra e saliamo alle case Ronco dove troviamo la strada che in discesa fino ad un bivio (km 1,4).
Svoltiamo a sinistra in salita e raggiungiamo il termine della strada in corrispondenza di una cascina (km 1,7; casa Ronco d'Ato).
Oltre la cascina prosegue una stradina in discesa che diventa una mulattiera molto rovinata. Scendiamo rapidamente verso il fiume ma la mulattiera scompare tra la vegetazione. Seguiamo poche tracce e raggiungiamo il torrente Gambaro (km 2,2). Guadiamo e saliamo verso monte sull'altra riva.
Le tracce diventano una mulattiera che effettua una curva e sale per terminare sulla strada (che avevamo lasciato al bivio del km 1,4) e la seguiamo a destra per un centinaio di metri (km 2,4).
Prendiamo il sentiero a sinistra e lo seguiamo senza eccessive difficoltà. Ad un bivio (km 2,9) teniamo la destra, superiamo un cancello e scendiamo raggiungendo zone coltivate dove il sentiero diventa una mulattiera.
Proseguiamo in direzione delle case che raggiungiamo con una scaletta finale (km 4). Seguiamo a sinistra l'asfalto e scendiamo a Profondo prima di proseguire sulla sponda del Varenna.
Prima di superare il primo ponte di Treponti (km 4,9) svoltiamo a sinistra per imboccare la stradina via fasce di Varenna. Al bivio saliamo a sinistra e ripidamente guadagniamo il cancello della villa (km 5) dove ritroviamo la variante 10.1. Giugno 2010. Ciclabile non più dell'80%. Nella Valle del rio Gambaro sono possibili altre soluzioni più semplici.