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Aggiornamento: 3/2007
Partenza: il Ciappo delle Conche è raggiunto dall'itinerario 13.
Percorso.
Dalla distesa rocciosa che costituisce il Ciappo ci dirigiamo verso ponente, su
sentiero ben marcato (segnavia FIE
,
itinerario 14 al contrario).
Qualche decina di metri di discesa sconnessa portano nel fitto del bosco da dove
proseguiamo seguendo il sentiero sempre ampio e ben evidente.
Con qualche risalita superiamo le testate di varie vallette fino ad arrivare
ad un piccolo slargo, in terra battuta, immerso nel bosco (km 1,8).
Abbandoniamo il sentiero principale per scendere a sinistra su un sentiero più
piccolo (segnavia FIE
).
Il primo tratto è ripido e difficile, ma è breve e conduce ad uscire
dal bosco in un prato nei pressi della costruzione detta "Casa del Vacchè".
Proseguiamo tra i prati della valletta; al termine trascuriamo il sentiero
che
sale a destra e proseguiamo nel fondovalle fino ad attraversare il rio risalendo
dalla parte opposta.
Proseguiamo in discesa che conduce al riattraversamento del rio a cui segue una breve risalita.
Proseguiamo ora a mezzacosta su di una cengia alberata che corre alta sul fondovalle
del rio Sciusa.
Una breve discesa finale conduce alle case di Lacremà da cui in breve all´asfalto
di fronte alla chiesa di S.Cipriano (km 5,3).
Scendiamo ripidamente a Calvisio seguendo l´asfalto oppure scendendo su una ripida
mulattiera che si stacca a sinistra dopo un centinaio di metri dalla chiesa (dopo
l´incrocio con via Bedini, inizio con alcuni scalini; edicola sacra).
Dislivello: - 370 m.
Ciclabilità: 94%
Osservazioni:
Asfalto: 10%
Variante 15.1. Permette di raggiungere la Casa del Vacchè evitando la ripida discesa iniziale.
Allo slargo nel bosco (km 1,8 dell'itinerario principale; km 0) continuiamo sul sentiero principale e raggiungiamo il grande bivio per San Bernardino. Svoltiamo a sinistra, in comune con l'itinerario 14. Dopo poco meno di 200 metri svoltiamo a sinistra nel sentiero con segnavia FIE
. Il sentiero scende, con pendenza crescente ma privo di difficoltà, uscendo sul tracciato principale proprio all'altezza della Cava del Vacchè (km 0,8).
Variante 15.2.
Dal grande prato all'interno del circolo di pietre che costituisce Pratorotondo (per l'accesso vedi variante seguente) andiamo verso nord.
All'ingresso nel bosco individuiamo il largo sentiero con segnavia FIE
e lo seguiamo. Raggiungiamo l'estremità dell'altopiano e scendiamo per un tratto ripido e reso difficile dai salti di roccia con gradini scavati. Il sentiero prosegue senza altre difficoltà e scende a raggiungere il percorso principale (km 0,6).
Variante 15.3.
Percorrendo l'itinerario 26 lasciamo il segnavia
quando inizia la sua parte difficile e svoltiamo a sinistra (km 0).
Attraversiamo il bosco pianeggiante uscendo nel prato. Andiamo a destra e raggiungiamo il riparo sotto roccia (km 0,2).
A sinistra sale un sentiero con segnavia
che presenta qualche passaggio non ciclabile. Ad un bivio teniamo la sinistra (a destra
, probabile alternativa) e proseguiamo attraverso la macchia. Una breve salita ci porta ad un traliccio e al Bric Reseghè (km 1,1).
Incontriamo un bivio dove andiamo a destra ed affrontiamo la discesa, ripida e difficile. Il sentiero effettua qualche diagonale per evitare i salti rocciosi ed arriva ad incrociare un sentiero che scende da destra (km 1,9). La discesa prosegue su mulattiera lastricata e ripida. Usciamo sul sentiero dell´itinerario
principale (km 2,2) dove proseguiamo a destra.