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Aggiornamento: 12/2007
Partenza: la vetta (m 1287) può essere raggiunta per strada
asfaltata partendo da Varazze (km 20) oppure, via Piampaludo, da S.Pietro d'Orba
o da Sassello. Dal versante meridionale normalmente è salito utilizzando l'itinerario 1. Sono utilizzabili anche l'itinerario 2 o l'itinerario 5.
Percorso.
Dalla chiesetta scendiamo a ponente verso l'albergo. Poco prima di raggiungerlo,
al termine del tratto pianeggiante, deviamo a destra abbandonando l´asfalto
(km 0,2). Una discesa dissestata porta sulla sella tra le due cime del Beigua
(km 0,5); qui si dipartono cinque strade. Schizzo.
Prendiamo la seconda a destra, che si inoltra pianeggiando nel bosco (segnavia
AV
).
Scendiamo nei boschi uscendo sullo spartiacque su cui restiamo per qualche centinaio
di metri, saliamo leggermente e incrociamo un sentiero che seguiamo a sinistra
scendendo ad una croce. Meno di 100 metri ed incontriamo un bivio (km 2,3).
Proseguiamo in discesa lasciando a destra il sentiero per Veirera (itinerario
6, segnavia FIE
).
Lo sterrato scende con tratti ripidi e dissestati alternati ad altri con minore
pendenza fino ad inoltrarsi nel bosco.
Continuiamo in discesa con tratti ripidi e raggiungiamo una insellatura (km
3,6) dove lasciamo a destra il sentiero che scende a Sassello (itinerario 7,
segnavia FIE
),
risaliamo leggermente per riprendere poi la discesa.
Dopo circa 350 m di discesa (circa 700 m dalla selletta con incrocio per Sassello)
incontriamo un largo sentiero proveniente da sinistra che occorre imboccare.
Fin qui abbiamo seguito i segnavia dell'Alta Via; mancando l´incrocio proseguiremmo
fino a raggiungere il Colle del Giovo da dove è possibile rientrare ad Alpicella
seguendo la sterrata che parte da Santa Giustina.
Il nostro sentiero non è segnalato e si stacca a sinistra in un punto in discesa
per cui occorre prestare attenzione a non superarlo; siamo circa a quota 950
metri e a circa 4 km dalla vetta del Beigua.
Il largo sentiero diventa una strada che prosegue a mezzacosta, con qualche salitella, fino al guado
sul torrente Sansobbia (km 5,8), poi risale ed attraversa una zona pianeggiante
con pini (Pian del Curlo). Lasciamo la strada che prosegue (diretta all'asfalto in località Casermette; variante 3.1) e svoltiamo a destra.
Dopo un tratto pianeggiante ha inizio la discesa che proseguirà ininterrotta sul percorso dell'acquedotto
che ha avuto origine poco a monte del guado.
Scendiamo sulla mulattiera fino a raggiungere un evidente bivio dove una strada
sterrata si allontana a sinistra (7 km; è la strada forestale che va all'asfalto in località Casermette);
qui proseguiamo diritti.
La discesa affronta un tratto difficile a causa del terreno fortemente dissestato;
al termine percorriamo un tratto pianeggiante, poi una breve ripida discesa
nel bosco.
Un altro tratto poco pendente ci porta fuori dal bosco in una zona rocciosa
dove inizia un altro tratto ripido e dissestato. Quasi al termine di questa
discesa (km 8,6) abbandoniamo questo tracciato, che si trasforma in impedalabile
ruscello, per salire a sinistra sulla sponda con evidente pista. Dopo un tratto
facile il tracciato diventa fortemente dissestato e la discesa termina ad un
valico (km 9).
Saliamo ora nel bosco e raggiungiamo una zona di radure che la strada attraversa,
scendiamo per risalire brevemente ed iniziare la discesa finale.
La ripida discesa termina su una sella dove sorge una centrale eolica (km 10,8).
Seguiamo a destra l'ampia strada che scende ad incrociare la strada
che collega Alpicella con Santa Giustina (km 12).
Svoltiamo a sinistra e proseguiamo per pochi metri, lasciamo la strada principale e svoltiamo a sinistra sulla vecchia strada.
Dopo un tratto pianeggiante o poco pendente la sterrata scende, facile e veloce, ad incontrare l´asfalto (km 14,6). Svoltiamo
a sinistra, superiamo alcune case e scendiamo al cimitero. Saliamo alla strada
provinciale dove svoltiamo a sinistra raggiungendo le vicine case di Alpicella
(km 15,6).
Dislivello: -950 m.
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 8%
Osservazioni: percorso vario per ambienti e difficoltà. Qualche
difficoltà di orientamento, ma al massimo potrebbe capitare di finire al Colle
del Giovo.
La pista dell'acquedotto è sempre stata una brutta ferita: le acque selvagge, malamente incanalate, l'hanno scavata e dissestata. Ora qui passano anche i fuoristrada che accellerano il degrado ed allargano la devastazione aprendo piste parallele.
Variante 3.1.
Accorcia di molto il percorso ed aumenta la percentuale di asfalto. Molto utile per interrompere rapidamente la discesa può servire ad accorciare molti anelli evitando di raggiungere la vetta del Beigua.
Arrivati in località Pian del Curlo lasciamo l'itinerario principale ed il segnavia FIE
prendendo una delle due strade che scendono a sinistra e che, dopo pochi metri, si ricongiungono.
Con veloce discesa raggiungiamo la vecchia strada forestale
che seguiamo a sinistra. Scendiamo ad un guado e proseguiamo in leggera salita. Passiamo presso alcuni edifici ora ristrutturati e raggiungiamo la strada asfaltata che sale da Alpicella. La seguiamo a destra in discesa fino al paese.