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Aggiornamento: 9/2009
Inizio: Quarzina è raggiunta dalla strada asfaltata che sale da Ponte di Nava. E' raggiunta anche dall'itinerario 14 e dall'itinerario 11.
Descrizione.
Dalla chiesa di Quarzina scendiamo verso il paese e prendiamo la strada che sale
a destra, a fianco di un lavatoio. Raggiungiamo su asfalto un bivio con la palina
208 (km 0,2) dove proseguiamo a sinistra su sterrato.
Al primo bivio svoltiamo a destra (km 0,5) ed iniziamo la lunga salita.
Con qualche ampio tornante raggiungiamo l´incrocio con la stradina percorsa dall´itinerario
14 e proseguiamo fino ad incrociare la strada del Piano La Colma (km 2,1) in vista
della chiesetta di S. Giovanni.
Proseguiamo sulla nostra strada che si dirige verso il monte Castello di Quarzina.
Ancora per poco la strada sale con facilità, poi dobbiamo superare alcuni
ripidi tornanti cui segue una breve discesa e poi un'aspra salitella che termina
sul crinale, a nord del Monte Castello (km 3,7).
La strade sale ora ripida sul crinale con tornanti ravvicinati e spesso con fondo
dissestato. Un breve ripiano ci permette di respirare ma subito la salita riprende
altrettanto impegnativa.
Ad un bivio (km 5,2) trascuriamo la strada di destra e proseguiamo la salita sempre impegnativa.
La strada attraversa il pascolo ed arriva
a breve distanza da un abbeveratoio (km 5,9).
Saliamo ancora per un centinaio di metri ed incontriamo un bivio con cartello.
Trascuriamo la strada che si inerpica verso il Pizzo e
svoltiamo a destra.
Il percorso è ora agevole. La strada attraversa quasi in piano il pendio,
supera uno sperone di roccia e sale ad una presa di acquedotto e poi scende ripida fino al rifugio Valcaira (km
7,4).
Dislivello: 710 m.
Ciclabilità: 94%
Asfalto: 2%
Osservazioni: il Pizzo è un condensatore di nuvole almeno quanto
la costiera dell'Armetta. Conviene partire al mattino presto per evitare la nebbia
(ed il sole sulla salita tutta senza riparo).
Variante 16.1. Salita al Pizzo di Ormea.
Al bivio dopo l'abbeveratoio non svoltiamo a destra per il rifugio, ma proseguiamo
diritti, in netta salita.
Il pendio di fronte a noi mostra solo le ripide tracce di fuoristrada che percorrono
la massima pendenza ma in realtà c'è una strada a tornanti che sale,
invisibile dal basso.
Saliamo seguendo la strada ed evitando le ripide scorciatoie e percorriamo numerosi
tornanti. Il fondo è dissestato e sassoso e difficilmente ciclabile nonostante la pendenza non sia elevatissima.
Con molti tratti a spinta raggiungiamo la sella
tra il Pizzo ed il ripetitore (km 2,9).
Vale la pena di raggiungere la panoramicissima vetta (15 minuti a piedi, un passaggio
di 1°). La ciclabilità è bassissima. Settembre 2009.
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