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Aggiornamento: 6/2011
Partenza: il rifugio Gardetta è raggiunto dall'itinerario 23 e dall'itinerario 3.
Percorso.
Partiamo dal rifugio seguendo la strada diretta ad ovest. Saliamo con lunghi tornanti che mantengono moderata la pendenza. Alcuni tratti della strada sono sassosi e allora la salita diventa faticosa.
Arriviamo a qualche metro dal Passo
della Gardetta (km 1,2) che lasciamo a destra proseguendo sulla strada ex militare.
Passiamo al di sopra di una casermetta (riparo di emergenza) ed entriamo nella grande dolina detta Fonda Brancia. La strada corre alta effettuando un ampio semicerchio. Alcuni tratti sono coperti da frane e così percorriamo a piedi alcune parti.
La strada è scavata nella roccia e sostenuta da un alto muraglione che richiede attenzione. E' d'obbligo indossare il casco
anche a causa del pericolo di caduta pietre.
Con una salita più ripida raggiungiamo il Passo di Rocca Brancia (km 2,7) da dove il panorama si apre verso la Valle Stura e le Marittime.
Scendiamo direttamente seguendo il sentiero col segnavia
della GTA.
Ritroviamo la strada militare e la seguiamo a destra fino ad un bivio (km 3,2). Lasciamo la salita al ben visibile Passo dell'Oserot e scendiamo a sinistra. Dopo cinquanta metri lasciamo la strada che prosegue per Bersezio
e scendiamo a sinistra, sempre sui segnavia GTA.
Il sentiero è inizialmente abbastanza impegnativo a causa delle pietre e del ripido pendio attraversato
ma ben presto la pendenza diminuisce ed attraversiamo un bell'altopiano dove, tra l'erba ed i fiori, si aprono molte piccole doline.
In qualche punto il sentiero diventa poco visibile (problematico con nebbia) ma l'orientamento non è difficile perchè basta seguire i fossi che si dirigono verso il grande lago di Oserot.
Ci affacciamo sul bel lago (privo di emissario superficiale) e ne costeggiamo la sponda destra a qualche distanza dall'acqua (km 5,2).
Ad un bivio teniamo la sinistra (km 5,6)
e raggiungiamo il bordo della soglia che sostiene l'altopiano.
Dopo i primi due tornanti il sentiero diventa confuso a causa delle tracce che vanno in ogni direzione. Cerchiamo di stare a sinistra e scendiamo ai pascoli che costeggiamo sul bordo sinistro.
Il sentiero è ampio ma alcuni tratti sono molto dissestati. Scendiamo ad attraversare un ruscello (sempre asciutto) e continuiamo a scendere con tratti impegnativi.
Passiamo a breve distanza dalle risorgive dell'altopiano e
raggiungiamo una baracca ed un bivio (km
7,7).
Svoltiamo a destra e percorriamo un sentiero nascosto nell'abbondante vegetazione intorno alla baracca.
Il sentiero corre pianeggiante verso ovest prima di scendere con un difficile e ripido tornante. Proseguiamo più facilmente ed attraversiamo un ruscello (km 8,1).
Il sentiero costeggia per qualche metro lo scosceso vallone
per proseguire senza problemi fino alle rovine del paese di Servagno (km 9,2).
Il segnavia ci guida tra le case, attraversiamo il pascolo superando un albero isolato.
Inizia la parte più impegnativa
della discesa. Perdiamo quota con innumerevoli tornanti, alcuni sul bordo del burrone (fare un dritto qui potrebbe essere fatale!).
Lasciamo a destra le case Serre e continuiamo a scendere con tornanti che terminano su un prato (km 10,7).
Attraversiamo il prato e raggiungiamo una mulattiera erbosa tra muretti di pietre
che termina sulla SS 21 (km 12,7).
Seguiamo la strada a sinistra e raggiungiamo l'ingresso di un tunnel (km 11,8). Non entriamo ma attraversiamo la strada ed imbocchiamo il vecchio tracciato che corre tra la galleria ed il torrente, in parte ancora asfaltato.
Percorriamo la gola ai piedi delle gigantesche pareti delle Barricate e ritorniamo sulla statale (km 12,7) che seguiamo ancora.
In vista della chiesa di Pontebernardo lasciamo la strada (km 13,5) e prendiamo la mulattiera che raggiunge il paese e la chiesa (km 13,6).
Dislivello: -1260 m.
Ciclabilità: 96%
Asfalto: 19%
Osservazioni: